Abetone
Abetone deriva proprio da un enorme abete, tanto grande da non poter essere abbracciato neppure da sei persone con le braccia tese, che venne abbattuto per far posto alla settecentesca strada Modenese.
Con l'apertura della via Modenese, non solo sorsero fabbriche e locande,ma intere famiglie di contadini e allevatori si trasferirono in montagna per provvedere al mantenimento della strada portando quell'afflusso culturale che dette vita agli insediamenti che oggi costituiscono il comune di Abetone.
Il turismo cominciò quando l'Abetone venne "scoperto" da alcune famiglie della nobiltà italiana ma divenne rilevante solo negli anni Trenta, quando l'ingegnere Lapo Farinati degli Uberti promosse lo sviluppo della val di Luce, con progetti che miravano alla realizzazione di un grande centro sciistico, con alberghi, piste ed impianti di risalita.
L'Abetone si è trasformato in una delle più celebri stazioni sciistiche d'Italia.
Cuore di una zona riconosciuta come la più celebre stazione sciistica dell'Appennino tosco-emiliano, il Passo dell'Abetone, con i suoi 1388 metri di altitutide, deve la sua fama alle alte cime che gli fanno corona ed alla imponente foresta di conifere che circonda il terriorio del Comune, il cui interesse è di carattere prevalentemente naturalistico e sportivo.
Meritano un cenno anche alcuni edifici legati alla storia del territorio e della via Modenese; la Dogana, la Stazione di Posta, la Chiesa di S. Leopoldo e le Piramidi.
L'Abetone nella stagione estiva è un centro turistico in grado di soddisfare le esigenze di coloro che vogliono godersi momenti di relax e un po' di refrigerio, allontanadosi dall'afa delle città, facendo lunghe passeggiate, a piedi o in mountain bike, per poi al rientro gustare le specialità di un territorio dedito da sempre alla produzione di formaggi pecorini e vaccini e di conserve e liquori a base di frutti di bosco.
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